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La monografia artistico - letteraria dedicata a Pietro Negroni, pittore e musico del Cinquecento, scritta da Mario Vicino, storico, critico d’arte, insegnante di Storia dell’arte nei Licei, è una pubblicazione complessa e intensa, degna di un studioso avido ed appassionato che sa recuperare il passato e ne conduce un’analisi scrupolosa, come un viaggio all’interno dell’attività artistica indagata, soffermandosi non solo sui suoi aspetti stilistici e tecnici, puramente descrittivi, ma ricercandone la personalità in questione, attraverso il filtro storico e le temperie culturali del XVI secolo. Mario Vicino, ricercatore instancabile, quale dovrebbe essere ogni docente oggi, ha il merito, con questo suo, saggio di aver attualizzato un artista come Negroni, lo “zingarello” di cui il Vasari non ricordava il nome, che, il pittore che nella prima metà del 1500, ebbe modo di lavorare nella bottega del calabrese Marco Cardisco e che, particolarmente influenzato da Polidoro da Caravaggio, realizzò veri capolavori che contribuirono a dargli notevole prestigio ovunque, l’uomo che, altresì, conosceva ed amava la musica, forse anche poeta, sicuramente dotato di straordinaria capacità disegnativa, di sorprendente estro, armonico e vibrato, quel vibrato che caratterizza le sue opere, e ne muove le figure dei suoi dipinti, quel vibrato che apparteneva al suo cuore e a quel cembalo di cui faceva risuonare le corde per intrattenere piacevolmente gli amici”. Il pregevole volume di Mario Vicino si caratterizza di due parti: la prima, che ripercorre la vita di Pietro Negroni, i movimenti artistici che lo hanno influenzato, le sue relazioni con gli altri artisti del tempo ed i vari committenti, la seconda, arricchita dagli articoli e dalle relazioni scritte in passato dall’autore e dalle immagini fotografiche dei dipinti del Negroni, che si sofferma su un’indagine critica dell’arte del Negroni, un’indagine che non mira a coglierne soltanto le peculiarità artistica, ma anche e soprattutto le componenti storiche, letterarie, teologiche e filosofiche dell’artista calabrese. Nell’opera, l’autore ricorda, è ciò è straordinario, quanti abbiano contribuito al suo percorso di studioso, stimolando, altresì, la sua passione per lo stesso Negroni, che da un paesino della Calabria, San Marco Argentano, raggiunse Napoli e si affermò nel periodo manierista, raggiungendo, già in vita, una certa notorietà. Mario Vicino, sottolinea, infatti, quale stupore da bambino gli suscitavano i dipinti del Negroni, osservati in silenzio, con devozione, al santuario della Madonna del Castello, mentre la madre, con genuina semplicità, gli spiegava come quella meravigliosa Vergine, Assunta al cielo, veniva sorretta dagli angeli. Uno stupore che, dunque, sin da giovanissimo, lo ha spinto a meditare e contemplare le opere negroniane, continuando la sua ricerca con precisa meticolosità, attraverso la lettura del fondo Russo presso la Biblioteca Comunale di Castrovillari e grazie anche all’incontro casuale, avvenuto a Cosenza, con il restauratore delle opere di Negroni. Le tele del Negroni sono conservate in diversi luoghi di culto calabresi, altre si trovano anche all’estero, fino al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, per cui l’ intento del saggio, è stato proprio quello di svincolare l’artista e la sua produzione da un significato culturale meramente regionalistico, di fornirne una lettura sinottica e di tracciarne un profilo pittorico che non si limitasse a relegarlo al manierismo. Il suo estro, i suoi intensi aspetti naturalistici, caratterizzati da sfondi paesaggistici tipicamente calabresi, la sua dimensione religiosa, la forte espressività dei volti rappresentati, figure non acheropite, ma che guardavano dalla terra verso il cielo, verso quel sole metafisico che non tramonta mai, sono infatti, il risultato di circostanze quotidiane, di situazioni psicologiche, e politiche, di un particolare ambiente culturale in cui si è formato l’artista Negroni; sono, in sintesi, il frutto del suo “sentire” e della sua umanità. L’opera, edita dall’Aurora di Corigliano, analizza e interpreta, prima ancora della pittura negroniana, quel disegno che il Negroni identificava «con l’Idea che Dio trasmette all’intelletto». Secondo il prof. Vicino nella pittura naturalistica del ‘500, infatti, l’intelletto è «cosa divina e sacra, per cui l’artista ha di fronte a sé un’immagine a somiglianza dell’universo che chiamiamo mondo, nel quale hanno la loro sede tutte le cose che occupano lo spazio intero, il cielo, le stelle, il vuoto, i mari, le terre, i monti, i boschi, gli animali e tutte le altre cose esistenti, dipinte appunto naturalisticamente (ma a volte anche espressionisticamente) da Pietro Negroni». Con il suo saggio,inoltre, Mario Vicino tende a ribadire con forza, l’importanza di una conoscenza veridica dell’arte, attraverso l’ampia totalità delle componenti culturali del tempo storico, illuminando, la vicenda storica e artistica di uno dei pittori più geniali ed eclettici del Meridione nel periodo manierista, le cui tele, stagliano l’umana espressività di madonne «tutte terrene», figure corpose e misticamente sorrette da nuvole e angeli, mostrando, così, «un mondo in movimento», il mondo dell’uomo, del quotidiano, con la sua imperfezione e la sua indeterminatezza, istanti unici, attimi irripetibili, poiché, «l’arte di Pietro Negroni abbraccia la vita intera, bisognosa dello spazio come dell’aria: angeli e uomini, ferite, corona di spine, gioia e dolore. Tutto è animato e irradia correnti nell’estensione: colore, materia, gesto, sguardo, anima»
Ines Ferrante
Nota sull’autore
Mario Vicino è storico dell’arte e docente di Storia dell’Arte nei Licei. Si occupa di Beni Culturali sin dall’inizio della sua attività didattica. Pubblica periodicamente articoli anche su riviste specialistiche e attualmente è responsabile del progetto “Storia della Cultura Calabrese” presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Liceo Classico G. Colosimo-Liceo Scientifico F. Bruno” di Corigliano Calabro, sua sede di titolarità. Recentemente è stato insignito della nomina di membro della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e ha ricevuto il premio “We Build” dal Kiwanis Club di Castrovillari, con la seguente motivazione:«raffinato critico d’arte che associa doti non comuni di studioso ad una particolare sensibilità didattica, tali da farne un acuto indagatore delle tensioni culturali del territorio calabrese»
Dettagli del libro:
Titolo: Pietro Negroni Pittore e Musico del Cinquecento
Autore: Mario Vicino
Editore: Editrice Aurora, Corigliano Calabro
Data di pubblicazione: 2011
Prezzo: € 20.00
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