| La festa dei Santi Medici tra paganesimo e rito cristiano |
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La cappella dei Santi Medici, ubicata in un’ampia zona di contrada Fabbriche nel territorio di Castrovillari, venne fatta costruire dai coniugi Rosalia ed Antonio Vigna in un terreno agricolo di loro proprietà e venne consacrata nel 1935 dal vescovo di Cassano, Mons. Bruno Occhiuto. E' una piccola, ma deliziosa chiesetta campestre, ora inglobata nello straordinario sviluppo urbano della cittadina castrovillarese, officiata secondo i riti latino e greco-bizantino, dove ogni anno, il 27 settembre viene celebrata la festa liturgica dei due santi. Vi sono prove convincenti che i cosiddetti “Santi Medici” furono due antichi martiri, chiamati Cosma e Damiano, che morirono a Ciro in Siria, eppure brevi e confuse notizie si hanno su di loro. il loro biografo principale fu il vescovo di Ciro,Teodoreto, a partire dal V secolo d. C. che li definì "illustri atleti di Cristo e generosissimi martiri” , ricordando come le loro reliquie fossero state divise tra le numerose chiese sorte in loro onore a Gerusalemme, in Egitto, in Mesopotamia.Nell'anno 528 le reliquie furono portate a Roma nella Basilica esistente nel Foro Romano, dove, nel 1924, vennero ritrovate alcune ossa riferibili ai due santi nel pozzetto situato sotto l'antico altare della Basilica . A Roma la prima cappella dedicata ai Santi Medici fu edificata tra il 498 e il 515, e tuttavia, molti altri luoghi di culto sorsero in Grecia, in diverse parti d'Europa, tra cui la Bulgaria e la Romania e nelle regioni bizantine dell'Italia meridionale, tra cui la Calabria. Cosma e Damiano vennero chiamati “santi anargiri” , cioè senza argento o senza denaro ed invocati come patroni dei medici, dei farmacisti, dei dentisti, dei chirurghi, ma anche dei barbieri e dei parrucchieri. La leggenda narra che fossero fratelli gemelli, che praticassero la medicina, uno era medico, l’altro speziale, che avessero appreso l’arte medica nella provincia romana di Siria e che praticassero la loro professione, senza chiedere onorari, in Cilicia, presso la città portuale di Egea. Antichi testi raccontano che Cosma e Damiano avessero inventato un farmaco miracoloso chiamato "Epopira" ed infatti essi vengono invocati anche come medici “taumaturghi”, cioè capaci di operare miracoli. Pare che durante le persecuzioni dei cristiani volute dall'imperatore Diocleziano, tra il 284 e il 305, arrestati dal prefetto Lisia, furono sottoposti a diverse, atroci torture e decapitati nei pressi di Antiochia di Siria (l’attuale Antakya in Turchia), insieme ai loro fratelli più giovani, Euprepio, Antimo e Leonzio. Alcuni studiosi ritengono che Cosma e Damiano, non siano mai esistiti e che la loro venerazione sia in realtà una versione cristianizzata dei pagani Dioscuri, gemelli figli di Zeus e Leda, anche perché un tratto caratteristico del loro culto era un adattamento della famosa pratica pagana chiamata “incubazione”: ossia se una persona malata avrebbe dormito nella chiesa dei santi sarebbe stata favorita con una visione, in sogno dei due medici, che avrebbe condotto alla sua guarigione. La tradizione iconografica ce li mostra giovani e sontuosamente vestiti, come accademici, con abiti orientali, dai colori sgargianti, verde e rosso, reggenti la palma del martirio e l’attrezzatura tipica della professione medica: Cosma, solitamente, porta la cassetta del chirurgo, mentre Damiano ha il mortaio e gli unguenti del farmacista.
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