La madonna della Pietà: una festa ed una fiera PDF Stampa E-mail

La festa della Madonna della Pietà è sicuramente una delle più antiche e suggestive festività campestri  che si svolge puntualmente ogni anno, ”a due miglia circa dalla città di Castrovillari”, in mezzo ad una lussureggiante “pianura che si stende ai piedi della Serra del Dolcedorme”, dove sorge, appunto, la chiesetta della Pietà. Il grande studioso castrovillarese Ettore Miraglia ricordò, nei suoi scritti le parole che lo storico del XII secolo, Don Domenico Casalnuovo ci ha lasciato nel descrivere questa particolare ricorrenza religiosa e popolare: “la chiesa era di proprietà di Sir Antonio Riccardo che nel 1484 la cedette al Clero di Castrovillari. Il mercato che ivi si tiene, in maggio, fu concesso dalla regina Giovanna la Pazza, madre dell’imperatore Carlo V, ai castrovillaresi che valorosamente combatterono nelle guerre intraprese dalla regina, ma, nel 1522,il  principe di Bisignano, Pietro Antonio Sanseverino,  proibì  a tutti i suoi vassalli di andare a quel mercato e fece distruggere anche le due abitazioni sorte per la fiera. Il mercato venne ristabilito successivamente da Filippo IV, re di Spagna, ma venne spostato al 15 agosto, con un particolarissimo cerimoniale: il Mastro-giurato che esercitava la sua giurisdizione sul mercato per speciali privilegi dei re aragonesi, accompagnato da tutta la nobiltà, con tamburi e trombette, issava la Bandiera Reale sul campanile di Santa Maria del Castello e là rimaneva per otto giorni, per poi essere riconsegnata dal curato della suddetta chiesa, dinanzi ad un giudice, un notaio e vari testimoni, al Sindaco dei nobili di Castrovillari che a sua volta la affidava al mastro giurato, il quale finalmente la portava alla chiesetta della Pietà, tra le riverenze del popolo festante”. Era in occasione della ricorrenza della festa della Pietà che i giovani castrovillaresi si fidanzavano e si mostravano in pubblico, accompagnati dai genitori, dai parenti e dagli amici, alla solenne messa che si svolgeva nella chiesetta, sfoggiando gli ori ricevuti in dono e bevendo, secondo il rituale popolare, la fresca acqua della vicina sorgente. I pellegrini, invece, che si recavano sul luogo già alla vigilia della festa, offrivano alla madonna monili d’oro e rami di ginestra, i contadini le primizie dei campi (un tempo anche un maialetto o pezzi di formaggio) e spesso la statua  della madonna veniva rivolta verso le case coloniche dove si trovava un ammalato. Al termine della cerimonia religiosa,  tutti i devoti si lasciavano coinvolgere dalla ricca e vivace fiera, celebre per i venditori di formaggio e di maialini e, formando  allegre comitive, mangiavano i miluni (angurie). Al calare della notte, quindi, venivano accese nella campagna circostante, grandi fuochi (fucarine), tra canti, suoni ed allegre risate”. Sebbene un po’ diverse e, forse, meno  “ variopinte”   sia la festa che la fiera  della Madonna della Pietà  vengono ancora celebrate e molti sono i castrovillaresi  che non perdono occasione per partecipare, con rispetto e devozione, alle solenni cerimonie in suo onore.

 

 

Riferimenti bibliografici

Ettore Miraglia, “Memorie storiche di Castrovillari” Don Domenico Casalnuovo “ Le antichità di Castrovillari”