| U Monachiddu |
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U monachiddu è, secondo la tradizione popolare meridionale, una piccola creatura incappucciata e vestita con un semplice saio da frate. Ciò spiegherebbe il nome “Monachiddu”. Chiamato anche “Marranghinu”, il misterioso essere fosse uno spirito infantile, a ricordo dei bambini non battezzati, che di solito appariva nelle case e si divertiva a burlare i padroni con scherzi e dispetti, facendo sparire ogni tipo di oggetto e preziosi, ma dispensando, altresì, a coloro che comprendevano e assecondavano tali burle, soldi e fortuna. Addirittura si dice che a chi riusciva a sfilargli il cappuccio, “u monachiddu” rivelasse un vero e proprio tesoro. Accadeva anche, però, che il misterioso burlone si stancasse di scherzare o si irritasse per un qualche ignoto motivo e dunque, improvvisamente, andasse a nascondersi per un po’ di tempo. Secondo alcuni, invece, “u monachiddu” è un fraticello senza volto e con una mano di ferro ed una di ovatta. Se toccava con la mano di ferro era sfortuna se invece toccava con la mano di ovatta era fortuna. “U monachiddu” , in un certo senso, viveva con la famiglia che aveva preso di mira, rifugiandosi in soffitta, o secondo altri nella legnaia, e si divertiva a concedere gioie e dolori. Del “monachiddu" ne fece uno splendido, indimenticabile ritratto ad olio il grande maestro castrovillarese Andrea Alfano che, intorno agli anni ‘30 dipinse un profilo chino verso destra, curvo sotto un gran cappuccio, “con l’immensa caverna dell’occhio profondo: angelo e gnomo”, dirà lo studioso Mario Cappelli. Gli anziani contadini castrovillaresi ricordano ancora oggi “a gravunia”, cioè la pesante fatica che compivano i soggetti presi di mira dal “monachiddu” e nelle notti d’inverno illuminate dalla luna, fredde e chiare, mentre la campagna circostante era immersa nel silenzio, rimanevano attoniti accanto al focolare ad ogni piccolo rumore, chiedendosi se fosse proprio la mitica creatura. Molti nostri nonni raccontano di averlo incontrato per pochi istanti, altri giurano di averlo visto scomparire rapidamente. In ogni caso tutti concordano con il dire che è molto importante non provocarlo né farselo nemico, ma anzi occorrerebbe stabilire un buon rapporto con lui, non farlo sentire troppo solo in casa poiché egli, in cambio, si dimostrerà veramente molto grato e riconoscente……
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