Rocche e castelli perduti PDF Stampa E-mail

Il vasto territorio di Castrovillari è stato testimone di diversi piccoli e grandi luoghi fortificati, feudi che videro la vita, forse ancor prima del Mille e di cui ora non rimane che un significativo ricordo nei libri che autorevoli studiosi locali hanno realizzato con criterio e rigore storiografico e che noi riteniamo indispensabili per approfondire la conoscenza della Calabria Citeriore."Nel 1044 Guaimaro,principe di Salerno e Guglielmo Braccio di Ferro, figlio di Tancredi d’Altavilla, intraprendono insieme una spedizione in Calabria e gettano le basi per la costruzione di un forte-castello,chiamato Stridula, prospiciente l’imbocco della valle dell’Esaro.Ancora oggi, sull’ampio spiazzo di una collina isolata che sovrasta la stazione ferroviaria di Spezzano Albanese,insistono i ruderi del castrum  attualmente chiamato  Scribla,con tracce di fortificazioni dell’XI secolo circa, che dagli scavi effettuati sembra essere stato frequentato anche anteriormente, ai tempi di Ottone I di Sassonia ( 962-973).Poco più avanti è un vecchio mulino che porta il nome di Sant’Antonio e da un documento di età sveva si rileva che i confini di Sant’Antonio di Stridula si estendevano da questa parte fino alla terra di Conca, in tenimento Sagittae, l’odierna contrada Saetta nel comune di Spezzano Albanese. In una carta latina del 1094 si ricorda la colonia di deportati saraceni, fatti prigionieri da Roberto il Guiscardo in Sicilia e qui accolti e si riferisce che, morto il Guiscardo, il duca Ruggero Borsa dona il castrum quod Stregola dicitur, unitamente a tutti i suoi vassalli, cristiani e saraceni, al monastero della Trinità, cioè all’abbazia di Cava. Nel 1276 il villaggio di Stridula  conta 210 abitanti e negli itinerari di Carlo d’Angiò risulta come palatium il che indica la sua perdita d’importanza come luogo fortificato. La vita del villaggio sembra spegnersi già nel XV secolo e nel 1531 si ricorda di esso una torre e yglesia la qual està ruinada....."In una pergamena del 1368 la regina Giovanna I dà l’inve"stitura del feudo di Albidona, nel territorio di Castrovillari a Giovannuzzo, figlio del castrovillarese Pietro Romano.  Il feudo, che doveva trovarsi nella contrada Cammarata, era formato di grandi estensioni di terreno variamente coltivate e di un villaggio. Nei secoli successivi passò sotto il dominio della famiglia Dragone Baratta ed il villaggio fu distrutto."...."Sull’altopiano della Riccetta, a sud-ovest di Castrovillari, nell’XI secolo doveva esserci un villaggio con la sua chiesa. Il toponimo che allude ad una piccola fortificazione, si legge nella variante Roccectain un diploma del 1097, con il quale Ruggero, duca di Puglia, riconosce all’abbazia della SS. Trinità di Venosa la donazione della chiesa di S. Maria de Roccecta in tenimento Castrivillarum , fatta dal feudatario normanno Guglielmo di Grantmesnil. Nel 1276 il villaggio conta novantasei abitanti. Durante la prima metà del secolo successivo e gli inizi della seconda ne è signore Matteo Sambiase “Milite”, lo stesso possessore del villaggio dello Stridolo, il quale morendo nel 1356, disponeva tra l’altro, con un atto di generosità  che fossero stati rimessi ai suoi vassalli della Rocchetta e di Sant’Antonio di Stridolo  tutti i debiti e i vestiti di panno quaranta dei più poveri . Nel 1402 il castello della Rocchetta è ancora possesso della famiglia Sambiase: donna Vita lo avrebbe lasciato nel 1404 a sua figlia Covella  Bartolomeo, nell’imminenza ormai della sua distruzione.  Più tardi la chiusura dei pascoli della contrada è tra i soprusi più vistosi, perpetrati dai duchi di Castrovillari ai danni delle famiglie locali. Nel 1559 risultano affittatori della Riccetta quattro cittadini di Castrovillari, tra i quali il Magnifico Francesco Antonio di Perna. La scomparsa del castello si registra già alla fine del XVII secolo."...."Da un’antica pergamena del 1353 si fa menzione  di un castello sito presso la chiesa di San Giacomo  e la porta di Simone in Castrovillari. I ruderi del castello furono osservati dal padre Girolamo de Rubeis nel XVIII secolo, ma ora non vi rimane alcuna traccia.".....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

F. Di Vasto, Storia ed archeologia di Castrovillari, ed. Prometeo 1995 E. Miraglia, Notizie storiche su Castrovillari, ed. Prometeo 1989