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Numerose e belle, altre piccole ed anguste, ma sicuramente antichissime erano le chiese e le cappelle della città di Castrovillari, di cui ora non rimane alcuna traccia. La maggior parte di esse sorgeva sull’antico colle di Santa Maria del Castello, sulla cui sommità si erge attualmente il santuario della Madonna. San Pietro la Cattolica è stata una delle più antiche chiese parrocchiali di Castrovillari, ad intendersi con il termine Cattolica la chiesa battesimale. Alcuni storici antichi, autori di cronache anonime, spesso avvolte nella leggenda, sostenevano che essa venne costruita quando San Pietro, San Marco e San Luca Evangelista giunsero in Calabria.
La chiesa doveva sorgere nella parte sud-orientale del santuario di Santa Maria del Castello, a valle, nei pressi della piccola cappella di Santa Maria delle Grazie. Un’epigrafe in pietra, conservata nella chiesa di San Giuliano, ricorda la riconsacrazione della chiesa di San Pietro la Cattolica, avvenuta nel 1157 da parte del vescovo di Cassano, Federico Milanese. Distrutta con l’arrivo dei Francesi, agli inizi del 1800, la chiesa era ampia, spaziosa e solenne, a tre navate, con un elegante soffitto in legno dorato, con pregevoli dipinti sugli altari e statue in legno, opere di artisti locali, andate perdute o trasferite in chiese di più recente costruzione. Da documenti del XIV e del XV secolo e dalle bolle dei vescovi e dei pontefici, risulta che i sacerdoti addetti alla chiesa di San Pietro la Cattolica, formavano un clero (chiamato Capitolo) e che il loro numero andò restringendosi fino a soli otto sacerdoti . La cappella dedicata a San Biase, demolita nel decennio francese, era posta sotto le logge della Madonna del Castello ed apparteneva al clero della suddetta chiesa dal 1484. La cappella dedicata a Sant’Andrea, posta nella parte occidentale, (circa 300 passi), dalla Madonna del Castello, venduta nel 1836 per ottanta ducati ed adibita a magazzino. La piccola chiesetta di San Leonardo, che doveva trovarsi nei pressi della basilica di San Giuliano, quasi all’inizio della Via Giudecca, di questa fino a qualche tempo fa era visibile un affresco del Santo. Come si rileva nella platea di San Giuliano del 1616, la chiesa apparteneva alla confraternita di San leonardo. La chiesa della Madonna Annunziata, sorgeva nella parte meridionale della Madonna del Castello e nei pressi si teneva una fiera il 15 marzo di ogni anno. E poi ancora la chiesa di San Giacomo e di San Marco, di cui non si conosce l’esatta ubicazione, andate completamente distrutte. Sembra anche che nella chiesa di San Giacomo, sicuramente una delle più antiche di tutta la valle del fiume Coscile, vi fosse una lapide che, per bolla di papa Sisto V,anno 1537, baciandola, venivano rimessi ai fedeli tutti i peccati. La chiesetta dedicata a Maria Santissima del Lauro, forse così chiamata per la vicina presenza di molte piante di alloro, sembra si trovasse dove ora è il Protoconvento Francescano.Ancora la chiesetta campestre di Santa Maria del Tufo o del Tubolo, che era situata lungo le rive del Fiumicello, un affluente del fiume Coscile, ad est della città di Castrovillari. Il più antico documento che ricorda questa chiesa è una pergamena latina del 1326, relativa al testamento di Donna Tommasa, moglie di Gregorio del diacono Ruggiero ed ai suoi possedimenti nella contrada di Santa Maria del Tubolo. Alla chiesa vi si accedeva per una rozza scaletta e solo una finestrella ne illuminava l’interno, dove vi era un unico altare, sul quale era murata l’antichissima immagine della Madonna, dipinta su tufo, appunto Santa Maria del Tufo. Le pareti erano completamente affrescate con sette scene sacre. Sotto la chiesa doveva esservi una fontana d’acqua fresca e leggera, che a detta di molti storici si riteneva “salutifera” non solo agli uomini sani ma ancor più ai malati. Dove nasce quest’acqua vi è un luogo di pietra tufacea rivestito di quell’erba chiamata “capillovenere”. Molti in tempi più antichi poterono sperimentare le proprietà miracolose di quell’acqua, tra cui l’Abate Fulvio Parnasio, il Vescovo di Cassano, Gregorio Carafa e Donna Carlotta Savelli, principessa di Cariati.
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