L'età paleocristiana a Castrovillari PDF Stampa E-mail

A partire dal IV secolo d. C. in tutto il territorio del Bruzio si assistette ad una larga diffusione del Cristianesimo che continuò nei secoli V e VI, portando, oltre all’intenso spirito religioso, anche una completa riorganizzazione ecclesiastica (Thurii è diventata ormai sede della diocesi) e lo sviluppo di svariate manifestazioni artistiche. Nonostante ancora oggi si conosca poco dell’arte paleocristiana diffusasi in Calabria, rare, ma importantissime sono le testimonianze a riguardo, nel territorio di Castrovillari. Un unico anello, in bronzo, con  il disco a cerchietti concentrici e crenato sul bordo, oggi conservato nella collezione Gallo (Museo Archeologico di Castrovillari )e databile tra il IV ed il V secolo d.C. , è ciò che rimane di cinque anelli, andati perduti negli anni Cinquanta e che Biagio Cappelli, già nel 1927, riconosceva per stile e tipologia, prettamente paleocristiani. Degli anelli uno era in argento e portava inciso sul castone il Crhismon (monogramma di Cristo), un altro, in bronzo, aveva anch’ esso lo stesso simbolo ma con la lettera Rho rivolta a sinistra, e gli altri due in bronzo, che recavano altri simboli paleocristiani, rispettivamente un palmo di mano ed una figura di pesce. Ben più nota e relativamente recente è l’individuazione di un edificio rurale in contrada Familongo, denominato Chiesa di San Mauro, che sembra sia stato uno splendido luogo di culto paleocristiano. Dall’esterno si vede un muro di basamento in opus coementicium, sul quale insiste una costruzione moderna e un piccolo passaggio, ottenuto dall’allargamento di una finestrella, il quale permette l’accesso ad un vasto ambiente rettangolare, con la volta realizzata con mattoncini messi di taglio ed una parete aperta da un arco che introduce in un secondo ambiente, di modeste proporzioni, delimitato a destra e a sinistra da due absidi costruite in opus latericium.  Si notano delle decorazioni consistenti in fasce di colore rosso entro le quali si trovano motivi geometrici e floreali simili a quelli della Domus Aurea di Nerone e delle catacombe di San Sebastiano a Roma. E’ visibile anche un piccolo animale alato, che se lo ritroviamo nelle decorazioni termali di età pagana, è presente anche nelle immagini catacombali cristiane come allegoria di un’essenza terrena in grado di volare così come l’uomo si innalza A Dio. Si può ipotizzare un edificio che da ninfeo tardo-imperiale è diventato poi un mitreo per essere infine trasformato, in epoca paleocristiana, in un luogo di culto. Per quanto riguarda la sua denominazione, è probabile che i Normanni, giunti successivamente nella contrada, abbiano riadattato l’antico edificio dedicandolo,appunto, a San Mauro.

 

 

Riferimenti bibliografici

CAPPELLI B., Arte paleocristiana a Castrovillari, in "La Vedetta", Castrovillari, 6. XII. 1929

G.TROMBETTI - R.RUSSO, Luoghi di culto nell’area di Camerata, 1987