| Antichi palazzi nobiliari |
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La via Giudecca era il cuore pulsante dell’antica città di Castrovillari e piazza San Giuliano era il centro della vita cittadina. Attorno ad essa si aprivano le botteghe artigiane, le spetiarie (botteghe di tessuti e di spezie) e i fundachi (depositi di merci), mentre, di fronte la chiesa di San Giuliano doveva esserci l’Universitas (il municipio), caratterizzato da un arioso loggiato che si apriva sulla lussureggiante valle del fiume Coscile e decorato da affreschi riproducenti scene di caccia.Sul lato opposto doveva trovarsi il palazzo Ducale, ornato da unbel balcone in ferro battuto, che attualmente si trova sulla facciata posteriore di casa Paternostro in Corso Garibaldi. La strada principale, in epoca antica, doveva svolgersi proprio sul retro del palazzo, dove in realtà era l’ingresso monumentale del palazzo stesso e ricollegarsi alla piazza e all’attuale strada, aperta soltanto alla metà del 1600, attraverso un passaggio testimoniato da un arco gotico a sesto acuto che ora si intravede nel giardino di una casa privata situata lungo la strada. Lungo la via Giudecca, rimangono ancora le tracce, duramente colpite dai bombardamenti del 1943, dell’antico impianto urbano: le piccole case del popolo, le viuzze buie, strette e tortuose, i caratteristici suppurti ( passaggi ad archi ribassati), la cappella di San Leonardo, sede della confraternita omonima, fondata nel XV secolo e le case palatiate, cioè i palazzi nobiliari, tra cui quello della famiglia Musitano oggi completamente distrutto e quello dei baroni Salituri, che pare lo avessero riedificato su strutture medievali intorno al 1650. Nei sotterranei caratterizzati da volte sorrette da archi in tufo di tipo romanico e gotico dovrebbe trovarsi una piccola fonte e un particolarissimo affresco raffigurante una Madonna col Bambino con al lato un frate francescano, forse il Beato Pietro Cathin, che secondo la tradizione sarebbe stato martirizzato dagli sgherri di un ricco ebreo, il Parrasio, proprio in una delle case della Giudeca. Del palazzo ora si può ammirare soltanto il cortile dove si aprivano una serie di finestre ed una loggetta ingentilita da due colonnine corinzie. Proseguendo in salita, si giungeva alla piazzetta di sant’Andrea, dove si trovava la chiesetta omonima,(oggi una casa privata) e dove si affacciavano i palazzi Dolcetti, dal bel portale in pietra con lo stemma del XVII secolo e Giangreco, con un grande loggiato oggi completamente murato. Risalendo ancora si arriva al cosiddetto “timpunu”, dove, proprio di fronte all’imponente castello aragonese, si trova il palazzo della famiglia Gesualdi, recentemente ristrutturato, ma che conserva ancora uno splendido balconcino in ferro battuto del XVII secolo. Chissà se al suo interno rimangono le belle porte barocche, dipinte a giragli, dorate ed argentate, ed i soffitti lignei decorati a piccoli cassettoni?Oltrepassando il castello ed il ponte della Catena, si arriva al palazzo Cappelli, fatto costruire nel 1777 da Gerolamo Cappelli, fratello di quel Domenico che era agente feudale degli Spinelli. Il palazzo, ora sede della Biblioteca Comunale e di altri importanti uffici pubblici, è stato edificato secondo uno schema in uso nel regno di Napoli: un corpo ruotante intorno ad un cortile sul quale si aprono una serie di grandi archi che danno luce alle scale. Bellissimo, ancora, il balcone in ferro battuto, bombato, secondo la migliore tradizione barocca derivante dalla Spagna, al centro del quale si trova lo stemma nobiliare. In questo palazzo soggiornarono molti personaggi storici, tra cui Gioacchino Murat. Palazzo Cappelli sembra dividere architettonicamente la città vecchia da quella recente, dove anche si trovano anche splendidi ed illustri edifici, tra cui citiamo soltanto l’ ottocentesco palazzo Calvosa, dove pare abbia dimorato Garibaldi durante l’impresa dei Mille e il grande complesso nobiliare dei marchesi Gallo, che, nel 1809, acquistarono e rimaneggiarono l’antico monastero dei Benedettini. Straordinarie alcune delle sue stanze con i soffitti decorati da paesaggi, scene mitologiche ed allegoriche, come il salone delle feste, dove si può ammirare lo splendido soffitto con il trionfo di Apollo.
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