| Il Conservatorio delle Pentite |
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Il complesso monastico fu iniziato nel 1635, grazie al lascito testamentario del sacerdote Giuseppe di Franco e doveva servire come “ricovero” di quelle donne pentitesi della loro vita travagliata e rifugiatesi nella fede religiosa. Retto dalle Clarisse, era caratterizzato, nei piani superiori,da una grande sala divisa da archi,con uno splendido pavimento a mattoni disposti a “spina di pesce”, che forse era l’antico dormitorio delle monache. L’edificio era affiancato dalla chiesa di Santa Maria Egiziaca, comunemente nota come chiesa di Sant’Antonio.Oggi la chiesa è completamente ristrutturata e trasformata: in origine sulla sua facciata barocca si apriva un arioso loggiato e vi erano cinque riquadri dipinti con episodi della vita della santa penitente, di Maria Maddalena e della passione di Cristo. In realtà attualmente rimane solo un riquadro, proprio sul portale, raffigurante la Maddalena tra Santa Maria Egiziaca e Santa Chiara. Sotto il riquadro si trova anche lo stemma in pietra del famoso vescovo Gennaro Fortunato il quale tra il 1729 e il 1751 rinnovò la struttura e gli arredi della chiesa. L’interno di essa è, infatti, decorato da stucchi barocchi ed ornato da tre altari settecenteschi di bottega partenopea in marmi colorati. Del pavimento originario, a maioliche con foglie verdi e gialle, ne rimane soltanto un pezzo con lo stemma del vescovo murato dietro l’altare maggiore. Sugli altari si trovano pregevoli tele di maestri napoletani: Madonna con bambino tra Maddalena e l’Egiziaca, di Giuseppe Marulli, 1631 e Pietà tra Santa Chiara e San Francesco d’ Assisi, di Antonio Sarnelli,1781. Tra il Conservatorio delle Pentite e il Santuario della Madonna del Castello, doveva esserci il convento di San Francesco di Paola, prima trasferito nell’attuale caserma dei Carabinieri, poi nei pressi del Municipio, al posto del Monastero delle Clarisse.
Riferimenti Bibliografici G. Trombetti, Castrovillari nei suoi monumenti d'arte, edito da "Il Coscile" |






