Da Castrum Villarum a Castrovillari PDF Stampa E-mail

Il nome della città di Castrovillari compare, per la prima volta, in un documento del 1064, anno in cui la città venne conquistata dai Normanni. Sebbene una diffusa tradizione locale ubicava il nucleo originario della città sulla collina della Riccetta o Rocchetta, in realtà l'abitato altomedievale era localizzato nella zona formata dalla confluenza del fiume Lagano con il Coscile, adiacente alla collina di Belloluco e lungo le pendici sud-orientali del colle di Santa Maria del Castello. La più antica chiesa parrocchiale della città, infatti, la chiesa di San  Giacomo, sarebbe stata costruita proprio alle falde del suddetto colle. Tra il VII e l' VIII secolo d.C. le continue scorrerie longobarde costrinsero il primo abitato a risalire gradualmente le pendici del colle di Santa Maria del Castello e a circondarsi di mura. L'esistenza di una cinta muraria è confermata dal fatto che i Normanni assediaronoed espugnarono una città fortificata.L'abitato, così arroccato sul colle, risultava separato, tramite l'avvallamento di piazza San Giuliano, da un altro colle, posto a nord-ovest, comunemente noto come Colle del Lauro,densamente popolato, nel tardo medioevo,con il nome di Casale. Ovviamente anche la cinta muraria dovette ampliarsi e se inizialmente arrivava all'altezza della Timpa di Fiumicello, all'incirca dove ora si trova il Conservatorio delle Pentite, nel XV secolo raggiunse il Ponte della Catena, circondando tutta l'area urbana compresa tra i due colli. Da un atto notarile del 1483 si deduce che le mura fossero merlate, caratterizzate da bertesche, rafforzate da numerose torrette semicircolari con feritoie e dotate di otto porte d'accesso. Le porte principali erano la Porta della Catena a nord e quella di Simone a sud-est (vicina alla chiesa di San giacomo); le altre erano quella dei Giudei, ad ovest (vicinissima alla chiesa di San Giuliano), quella di Fiumicello sulla Timpa omonima, la Porta di Racana, la Porta dello Stritto, la Porta delle Fosse e la Porta di Donna Galizia. Diversi erano anche i rioni: quello della Giudeca, popolato dagli Ebrei, quello di Fontana Vecchia, che comprendeva tutta la zona sud-orientale del Colle del Lauro fino al rione Vescovado e il rione di Murorutto, nei pressi della Porta della Catena. Fuori le mura, invece, a nord,  c'erano i rioni di Rocca Poverella (nei pressi dell'attuale Archivio di Stato) e dei Pignatari (nei pressi dell'attuale chiesa di Santa Maria della Valle). Sempre fuori le mura dovevano trovarsi anche alcuni monasteri e piccole cappelle rurali, l'Ospedale dei Poveri e la Cartiera, costruita dagli Ebrei lungo le rive del fiume Coscile. Nel 1276 la città di Castrovillari contava 4.386 abitanti ed era il centro più popoloso della Calabria settentrionale. Un primo forte calo demografico si verificò nel 1500, a causa della cacciata degli Ebrei dalla città, evento che portò anche una notevole crisi dell'economia locale. Un nuovo spopolamento si ebbe quando Castrovillari fu assoggettata al dominio feudale degli Spinelli, che costrinsero numerose famiglie ad emigrare. In quel periodo molti castrovillaresi furono perseguitati ed uccisi. Nel 1638 un violento terremoto provocò il crollo dei rioni più antichi e l'abitato cominciò a spostarsi, nel suo nuovo assetto urbano, lungo il Piano dei Peri, nei rioni di San Vito e Pantanello Nel 1656 la popolazione venne decimata da una grave pestilenza e dall' inquinamento del pozzo di San Giovanni che forniva l'acqua alla città.Un altro terremoto si ebbe nel 1689. La situazione migliorò soltanto nel 1800 quando Castrovillari divenne capoluogo di Distretto.

 

BIBLIOGRAFIA

PEPE C., Memorie storiche della città di Castrovillari, in "Il Calabrese", 1880

LOCCASO C.M., Storia di Castrovillari, Ed. Tribuna sud, Castrovillari, 1977

ADILARDI F.,Della topografia e storia di Castrovillari, in "Il Calabrese" a. II, 1844, n. 2, 3, 180. 181

SITONGIA A., Il Protoconvento Francescano di Calabria - Editrice Il Coscile