Dai Normanni ai Borboni: La Storia della Città PDF Stampa E-mail

Nel 1064 Roberto il Guiscardo, re normanno, assediò le mura del "Castrum", sulla collina della Civita e nonostante la popolazione si oppose con una forte resistenza, l'esercito del Guiscardo espugnò la fortezza e conquistò la città. Nel 1090 ne divenne padrone il figlio, Ruggero, ma il feudatario Guglielmo di Grantmesnil, approfittando dell'assenza di Ruggero,  e credendo alla falsa notizia della sua morte, si impossessò di Castrovillari. Ruggero invece, ritornò improvvisamente in città, attaccò Guglielmo e lo sconfisse, riconquistando la città. La dominazione normanna a Castrovillari terminò nel 1189 con Guglielmo II il Buono, poiché quando Costanza d'Altavilla, ultima discendente della famiglia normanna, sposò Enrico VI della famiglia sveva, il potere passò nella mano degli Svevi. Da questo matrimonio nacque il più grande imperatore dell'età medievale, Federico II, che salì al trono nel 1215. Durante la dominazione sveva Castrovillari visse un periodo di relativo benessere e tranquillità, tanto da essere nominata dallo stesso imperatore "nuova città degli Svevi".Nella città si stabilì un nutrito gruppo di ebrei, insediandosi precisamente sul colle posto a nord-ovest di quello della Civita e separato da esso tramite un piccolo avvallamento in corrispondenza della chiesa di San Giuliano, dando vita al famoso quartiere ebraico della Giudecca. Il colle venne chiamato sin dall'antichità colle del Lauro, forse perché vi erano rigogliose piante di alloro. Sulla sommità del colle del Lauro, dalla parte opposta della Giudecca, nei dintorni del rione Casale, venne costruito anche il più antico convento francescano della Calabria, proprio da uno dei più cari discepoli di San Francesco d'Assisi. A quei tempi Castrovillari già contava diverse chiese e ordini religiosi i quali, però, si trovarono in grandi difficoltà quando Federico II entrò in conflitto con il Papa e venne scomunicato. Alla sua morte, nel 1250, il potere fu del figlio Manfredi, ma quando questi fu sconfitto ed ucciso da Carlo d'Angiò nella battaglia di Benevento, nel 1266, l'Italia meridionale e la stessa città di Castrovillari, si ritrovò sotto la dominazione degli Angioini. Nel 1276 Castrovillari contava 4.386 abitanti ed era il centro più popoloso della Calabria settentrionale, ma ben presto cominciarono le rivolte di tutto il popolo calabrese contro il nuovo imperatore che si rivelò un vero e proprio tiranno e si contese il dominio del territorio con gli Aragonesi. Sebbene molte città appoggiarono ora gli Angioini, ora gli Aragonesi, Castrovillari fu sempre decisamente avversa agli Aragonesi e tentò più volte di ribellarsi ad essi. Nonostante da un atto notarile del 1483 risultasse che la cinta muraria di Castrovillari fosse stata di molto ingrandita, circondando tutta l'area urbana compresa tra i due colli e che le mura fossero merlate, rafforzate da numerose torrette e dotate di ben otto porte di ingesso, l'esercito aragonese, guidato da Ferdinando I, riuscì a conquistare definitivamente Castrovillari, entrando nella città attraverso una zona incustodita della cinta muraria che da allora venne chiamata "Mururutto". Ferdinando I ordinò, quindi, la costruzione di una terribile prigione dove rinchiudere tutti i ribelli castrovillaresi e sottomettere all'ordine il popolo. Sorse così il Castello Aragonese e la famigerata "Torre Infame". Terminata nel 1504 la dominazione aragonese, iniziò, per Castrovillari, quella ancora più drammatica dei vicerè spagnoli: gli ebrei vennero scacciati dalla città, provocando un forte spopolamento ed una grande crisi nell'economia locale. Nel 1521 il re spagnolo Carlo V vendette , per ventottomila ducati, la città di Castrovillari al signore feudale GiovanBattista Spinelli. Fu questo un periodo molto difficile: aumentarono le tasse (furono tassate perfino le porte e le finestre), molti castrovillaresi persero i loro beni, altri furono perseguitati ed uccisi, altri ancora si videro costretti a lasciare la città. Nel 1589 gli Spinelli vendettero la città ai feudatari Sanseverino, quindi se la ripresero nuovamente nel 1610. Oltre ad avere problemi politici ed economici, Castrovillari, subì anche due violenti terremoti che provocarono il crollo della cinta muraria e dei rioni più antichi, una grave pestilenza e l'inquinamento del pozzo di San Giovanni che forniva l'acqua alla città.La popolazione sopravvissuta alla morte decise di spostare le proprie abitazioni al di fuori delle mura, lungo il Piano dei Peri, l'attuale Corso Garibaldi, dando vita ai nuovi rioni di San Vito e Pantanello. Poche sono le notizie storiche relative al 1700. Sappiamo che i Borboni si impossessarono di tutta l'Italia meridionale, ma nel 1806 le truppe borboniche furono sconfitte dall'esercito francese di Napoleone a Campotenese e conquistarono la città di Castrovillari. L'arrivo dei francesi portò grandi novità: venne abolità la feudalità, furono soppressi gli ordini monastici, vennero concesse alla ricca borghesia emergente enormi quantità di terreno, mentre la nobiltà si vide costretta a vendere anche i propri titoli nobiliari. Intanto i Borboni spingevano il popolo contro i Francesi: Ferdinando I di Borbone armò i "briganti" che in breve tempo occuparono le montagne circostanti compiendo delitti e rapine. Gioacchino Murat, allora, seguendo le direttive napoleoniche, ordinò al generale francese Manhes di ristabilire la tranquillità civile muovendo una dura e violenta lotta contro i briganti che a centinaia furono imprigionati e lasciati morire nella "Torre Infame". Caduto Napoleone, con il Congresso di Vienna del 1820, i Borboni ripresero a dominare la Calabria, ma già cominciavano a diffondersi i primi ideali di libertà e di indipendenza che diedero vita ai moti risorgimentali. Nel 1860 Garibaldi arrivò trionfante a Castrovillari e poco dopo, in piazza San Giuliano, si svolse il plebiscito popolare per l'Unità d'Italia. Quella fu l'ultima occasione per i Castrovillaresi di ritrovarsi nella loro antichissima piazza, dal momento che era ormai il Piano dei Peri, con il suo bellissimo viale e gli eleganti palazzi nobiliari, il luogo d' incontro e di frequentazione per tutti i cittadini


Riferimenti bibliografici

Francesco Di Vasto - Storia e archeologia di Castrovillari - Edizioni Prometeo
Ettore Miraglia - Castrovillari miscellanea - Edizioni Prometeo
Carlo Maria L'Occaso - Topografia e storia di Castrovillari - Edizioni Prometeo Don Domenico Casalnuovo - Le antichità di Castrovillari
Vittorio Cappelli (a cura di) - Umberto Caldora. Scritti storici - Editrice Il Coscile
Antonio Sitongia - Il Protoconvento Francescano di Calabria - Editrice Il Coscile