Civita PDF Stampa E-mail

Tra naturalismo, arte, folclore e storia

In un imponente paesaggio naturalistico che svaria tra rocce, valli e lontani orizzonti marini, è ubicata Civita di origine arbëresh  che apre le porte al Parco del Pollino. Sorge sulle rovine di un antico centro, abbandonato a seguito della sua distruzione avvenuta per cause sismiche. Su questo territorio, reso deserto dalla violenza della natura, pervennero gli albanesi verso la fine del XV secolo, con la terza immigrazione, la più consistente e che diede origine alla formazione di numerosi comuni arbëresh nel territorio della Calabria settentrionale.Ancora oggi, un legame forte lega queste popolazioni ai propri luoghi di origine di cui custodiscono usanze,  costumi e soprattutto la lingua. E Civita è eloquente esempio, dove il folclore è penetrato di frammenti di storia vera, di lirismo e di narrazioni religiose. Infatti, attraverso la danza della “Vallja” eseguita con i preziosi costumi tradizionali, si rievocano le imprese dell’eroe Giorgio Castriota Scanderbeg compiute contro i turchi.  Mentre con le “kalimere” canti in lingua, toccanti e suggestivi, si racconta la passione e la morte di Cristo durante la Settimana Santa.  
A completamento della descrizione degli aspetti del ciclo della vita di un popolo vi sorge il Museo Arbëresh, colta testimonianza di documentazione  etnografica scandita in varie sezioni che conserva numerosi attrezzi della cultura contadina, della lavorazione della lana e della seta (telaio, fuso, aspi ecc.)   ormai in disuso.
Civita, riguardo l’aspetto religioso,  dipende dall’Eparchia di rito greco bizantino di Lungro, e fedele alla tradizione bizantina ne celebra i riti con particolare solennità in lingua greco-albanese. Infatti, la chiesa di S. Maria Assunta, principale edificio sacro di Civita, a tre navate, ricca di elementi di evidente tradizione bizantina possiede una preziosa iconostasi in legno di noce e di olivo riccamente  scolpita.
Non meno interessanti sono le chiesette della Consolazione e di S. Antonio, edifici cinquecenteschi situati nel centro storico. Centro con impianto di carattere medievale che si snoda attraverso tipici vicoletti e caratterizzato dalla presenza di quattro fontane di pietra grigia, ottocentesche : “quella di sopra, quella di mezzo, quella della piazza, quella di sotto”  che segnano  la distribuzione urbanistica  del paese.
Dal “Belvedere del Magazzeno" si ammira un panorama  unico, quello  delle gole del Raganello, a pareti rocciose, con il letto a fiumara e che offre spettacolari immagini di una natura dal multiforme aspetto.  Elemento di estremo interesse di carattere naturalistico che ogni estate attira numerosi escursionisti appassionati di torrentismo.
Ecco che Civita sintetizza in sé aspetti che si caratterizzano per la loro  singolarità sia da un punto di vista artistico, folcloristico, naturalistico che  storico.   

 

Silvia Moschiano