L'arte del ricamo: sorella minore delle arti visive PDF Stampa E-mail
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Ricami e merletti sono una voce d’eccellenza nel ricco patrimonio del nostro artigianato artistico: dal Piemonte alla Sicilia sono più di 80 i punti nati dalle mani e dal cuore di molte generazioni di donne che hanno saputo coniugare, in perfetta sintesi e armonia, la tradizione e l’innovazione, l’arte e la ricerca. Tuttavia quest’arte femminile viene ancora definita “minore” forse per un retaggio maschilista, forse per la sua applicazione ad oggetti d’uso quotidiano che accompagnano piccoli gesti nella vita di ciascuno e per la mancanza di un ordinamento ufficiale che ne definisca regole e tecnica, come invece avviene per le arti visive. Ma a guardare un “quadro” di Eirian Short,artista che ha sostituito alla fluidità dei colori pittorici la sottile trama dei fili da ricamo, ci si rende conto che anche con l’ausilio di ago e filo è possibile creare vere opere d’arte moderna. Non è solo una tecnica perfetta e raffinata, congiunta all’originalità del disegno, che concorre a creare l’opera d’arte; a monte di tutto regna sovrana l’idea: quell’impulso innovativo che sconvolge le regole preesistenti superandole ed innesta nella tradizione un “quid” di originalità che le fa meritare l’appellativo di “contemporaneo”. Senza voler avere grandi pretese, mostriamo come, anche nel nostro piccolo, artiste locali abbiano saputo reinterpretare la tradizione, per esempio con la rivisitazione del punto pittura che, come dice lo stesso nome, è quello più vicino agli effetti chiaroscurali e sfumati della pittura ad olio. Ma c’è anche qualcos’altro… perché parlare solo di pittura? C’è chi attraverso la “manipolazione dei tessuti” ha voluto emulare la plasticità delle statue, definendo le sue opere “sculture e bassorilievi di stoffa”. Che sia un primo passo verso nuove forme di espressività creativa?

Giuseppina Sisca

 

 

 

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