Il Castello aragonese di Castrovillari riconsegnato alla collettività PDF Stampa E-mail
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Le lunghe ombre di un fosco passato sono state illuminate e dissolte dalle luci soffuse della contemporaneità. Sì, proprio così, non è retorica, poiché domenica 18 settembre 2011 la prigione più temuta dell’antichità, dai tempi di Ferdinando I d’Aragona, ha accolto una nutrita folla, questa volta di fotografi, giornalisti, curiosi ed appassionati visitatori. Il castello aragonese di Castrovillari,  il “nostro castello”, è stato inaugurato, nella sua corte interna e negli ambienti del piano terra, con un interessante convegno dal titolo “Conservazione e fruibilità”, cui hanno partecipato studiosi,  “addetti ai lavori”  e figure istituzionali. Bellissima e terribile la torre infame ha fatto da sfondo ad una serata che ha visto la presenza di moltissimi cittadini ai quali il sindaco della città di Castrovillari, prof. Francesco Blaiotta, ha riconsegnato  il maniero del XV secolo, mostrandosi fortemente compiaciuto per tutta l’iniziativa e ponendo l’attenzione sull’impegno e sugli sforzi compiuti finora dall’Amministrazione Comunale per far si che l’antica struttura aragonese rivivesse concretamente, assumendo un ruolo primario per l’arricchimento culturale e la fruibilità turistica del nostro territorio. Anche il Prof. Luigi Troccoli, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza e l’on. Domenico Pappaterra, presidente dell’Ente Parco, entrambi intervenuti, hanno espresso la loro grande soddisfazione per lo straordinario evento, evidenziando come il vivo interesse delle istituzioni e degli enti pubblici ha contribuito alla restituzione un così particolare edificio storico alla città, trasformandone le finalità, in quanto da luogo di detenzione per secoli,  diventi luogo di promozione, di divulgazione e di incontro culturale.  La parola è passata a Michele De Sanctis, progettista e direttore dei lavori, che ha spiegato gli aspetti puramente tecnici delle indagini preventive condotte e delle procedure attuate per il restauro ed i momenti cruciali che hanno caratterizzato le scelte operative di conservazione e di recupero delle aree attualmente ristrutturate, quindi il prof. Antonello Savaglio, ricercatore  dell’Università degli Studi di Messina, con un interessante excursus ha illustrato come le condizioni storico-politiche, dai tentativi di soffocare le rivolte civili, spesso nel sangue, a quelli di contrastare le nuove e sofisticate armi da fuoco, abbiano determinato le esigenze da parte della dinastia d’Aragona, di realizzare i principali sistemi difensivi calabresi e come il passaggio di Castrovillari dallo stato di città demaniale a quello di feudo prima degli Spinelli, poi dei Sanseverino, abbia coinvolto, ovviamente,  le alterne vicende della  fortezza castrovillarese. Il convegno si è concluso con l’intervento del Prof. Mario Vicino, Consulente alla Cultura del comune di Castrovillari e Docente di Storia dell’Arte nei Licei, che, sulla scia del ricordo del viaggio in Calabria di Norman Douglas e delle cronache cupe di Cesare Malpica, ha in verità, riportato in grande rilievo, all’attenzione dei presenti, gli studi egregi del prof. Biagio Cappelli, il quale in un suo straordinario articolo apparso sulla rivista Napoli Nobilissima nel lontano 1969, spiegò la nascita e lo sviluppo del castello aragonese di Castrovillari, secondo i piani ed il disegno consegnati a Loisetto de Summa, nominato dal sovrano aragonese governatore  a guerra e a giustizia di Castrovillari, rimandando il pensiero storico alle congetture e ai progetti dell’architetto militare Francesco di Giorgio Martini, nonché al viaggio d’ispezione che il suo discepolo Antonio Marchesi da Settignano fece in Calabria, nel 1489,  accompagnato da Alfonso II,  duca di Calabria e figlio di Ferdinando I. Proprio durante la serata al prof. Vicino, è stata data la notizia dell’insigne nomina quale membro  della Deputazione di Storia Patria per la Calabria che sarà formalmente ufficializzata entro l’anno. A coordinare il convegno è stata la Dott.ssa Rosalia Vigna che ha ringraziato quanti, in vario modo, hanno dato un aiuto fondamentale per la realizzazione della cerimonia e ha invitato il pubblico al rinfresco preparato per l’occasione dall’efficiente Istituto Alberghiero di Castrovillari, sulle magiche note dei giovanissimi Stefano Bellini al pianoforte e Rosanna Parisi al clarinetto, i quali con la loro apprezzata bravura, hanno dato quel tocco romantico e seducente alla serata. Indiscutibilmente sfuggito ad una situazione di degrado e di abbandono, il castello aragonese di Castrovillari è, oggi, un ricco bene monumentale da tutelare e, una volta ultimata la fase di restauro e di allestimento degli spazi interni, anch’esso potrà fungere da polo culturale, come già è, per il Protoconvento Francescano. Una sua corretta gestione e fruizione rilanceranno, in maniera definitiva, il borgo storico di Castrovillari, come attrattiva turistica, decisiva per lo sviluppo economico di tutta la città.

Ines Ferrante

 

 

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